martedì 20 agosto 2013

TOUR DE FRANCE

 


Tour de France...o Tour de force???
  Periodo: 15 giorni a metà luglio
5200 km percorsi passando per:
Colmar-Strasburgo-Nancy-Epernay-Parigi-Versailles-Rouen-Etretat-Spiagge D-Day Normandia-Mont Saint Michel-S.Malò-Dinan-Paimpol-Costa Granito Rosa-Carnac-Castelli della Loira-Tours-S.Emilian-Bordoux-Dune Du Pilat-Carcassonne-Avignone-Provenza-S.Raphael-Cannes-Cap d’Antibes-Montecarlo
Guide: le 2 Lonely Planet sulla Francia, una per la parte meridionale e l’altra per il centro-nord (questa volta devo dire un po’ deludenti purtroppo)
Costo ALL inclusive 1050 € a testa (viaggiando in 2)

Quest’anno ho superato le mie aspettative…con un viaggio davvero low cost in un paese non certo economico, senza rinunciare a fare comunque tante esperienze e vedere cose e luoghi diversi!
I tanti km in macchina possono spaventare, e in effetti si sono fatti sentire, ma aggiustando un po’ il tiro ed essendo disposti a spendere qualcosina in più in autostrada (noi le abbiamo evitate il più possibile, sia per un fatto di costi che per fare strade più panoramiche) è un viaggio decisamente fattibile e che merita di essere fatto…anche perché dopo questi 15 giorni on the road possiamo dire di aver affrontato l’argomento “Francia” in modo più che esaustivo!

Giorno 1: Italia-Strasburgo (800 km)

Colmar - Petit Venice
La partenza è prevista per metà luglio di buon mattino…destinazione di oggi Strasburgo, circa 800 km! Il tratto italiano scorre tranquillo, senza code pur essendo ormai alta stagione, fino ad arrivare al confine con la Svizzera a Chiasso. Valutando le alternative per il tragitto abbiamo visto che passare per la Svizzera conviene notevolmente in termini di km e di costi, in quanto le autostrade francesi sono carissime ed è quindi più economico pagare la vignette (bollino autostradale svizzero forfettario 35 € validità annuale). Il primo ed unico intoppo lo troviamo in prossimità del passo del S. Gottardo…ma basta ed avanza per farci perdere oltre 2 ore! Il meccanismo di accesso alla galleria è infernale: ci sono vari semafori che generano in modo inevitabile code infinite anche se le macchine sono un numero ragionevole! Una volta riusciti ad attraversare il traforo la coda continua ancora per un po’, ma poi riprendiamo un buon ritmo di marcia e verso le 18 arriviamo in Alsazia per la nostra prima fermata ufficiale in Francia: Colmar!
Colmar
Cittadina adorabile che in più persone ci avevano consigliato, non ci delude per niente nonostante la stanchezza delle tante ore di viaggio che inizia a farsi sentire. Il quartiere centrarle Petit Venice è un intreccio di canali e stradine acciottolate (come dice la Lonely!) su cui si affacciano le caratteristiche case a graticcio. In una piazzetta è anche in corso la presentazione del vino dei produttori locali e ci uniamo alle numerose persone che stanno assaggiando il buon vino! Scopriremo più avanti che a Colmar si svolge proprio in questo periodo un importante festival musicale…Virgin Radio, che ci accompagnerà per tutto il viaggio, non perde occasione per ricordarlo, sembra più famoso del festival di Sanremo in Italia!

Statua della Libertà
Uscendo dal paese ci imbattiamo in una "signora" decisamente fuori posto: al centro di una rotonda domina una copia in miniatura della Statua della Libertà di NYC! Il mistero è presto svelato: Bartholdi, l’ideatore dell’originale Statua, era un illustre cittadino di Colmar! Arriviamo al nostro hotel un po’ fuori Strasburgo (Comfort hotel Montagne Verte, 40€ la doppia) che sono quasi le 9. Trovarlo non è facile, nonostante le indicazioni stampate da booking, anche perché la strada che porta all’hotel è chiusa per lavori…provvidenziale l’aiuto di un gentilissimo francese che si offre di portarci direttamente all’hotel! Ottima prima impressione dei nostri “cugini”, nonostante siano noti per non essere molto affabili con i turisti! Per cena la fatica di arrivare in città, vista l'ora e gli 800 km alle spalle, ha il sopravvento ed optiamo per il ristorante dell'albergo, dove mangiamo in giardino piuttosto bene ad un prezzo equo (20 € in 2).

Giorno 2: Strasburgo – Nancy – Epernay – Parigi (450 km)
 
Strasburgo

La mattina, dopo la nostra prima colazione a base di ottimi croissant in una patisserie vicino l’hotel, ci dirigiamo in centro per visitare Strasburgo. Impossibile non notare come in Francia esista un vero e proprio "rito della baguette": ogni farncese che si rispetti cammina per strada, fin dalla mattina presto, con in mano la sua bageutte (o anche più di una) incartata in un piccolo foglio di carta (non proprio igenico a dire il vero!)...una vera fissazione! Il giro di Strasburgo inizia dalla caratteristica Petit France (ma qui è tutto “petit”?!), che ci ricorda un po’ Colmar per le case a graticcio mezze sbilenche che pare debbano crollare da un momento all’altro e i canali, dove passano anche battelli turistici. Immancabili i coloratissimi gerani alle finestre.
Strasburgo - Petit France

Con una piacevole passeggiata lungo uno dei canali principali arriviamo alla cattedrale, dove entriamo per ammirare anche l’orologio astronomico (alle 12 di ogni giorno c’è anche una dimostrazione del suo funzionamento, a pagamento ovviamente!). Prendiamo poi la macchina per dirigerci alla sede del Parlamento Europeo, un po’ fuori dal centro: una serie di edifici moderni e luccicanti ma piuttosto anonimi.
Place Stanislas

La giornata prosegue puntando su Nancy, elegante cittadina della Lorena che custodisce una delle più belle piazze di tutta la Francia! In effetti Place Stanislas è un vero gioiello, circondata da palazzi raffinati e imponenti cancelli e fontane dorate, oltre ad un arco di trionfo (molto più piccolo di quello parigino!).

Fontana in Place Stanislas

Nelle strade vicino alla piazza ci sono molte gioiellerie e negozi chic, mentre più avanti c’è la sede della camera di commercio in stile Art Nouveau (prorpio a Nancy infatti ha avuto inizio questo movimento artistico).
Per noi Nancy è anche una tappa per pranzare con un mega panino “made in France” in zona Place St.Epvre, approfittando anche del fatto che i parcheggi sono gratuiti dalle 12 alle 14!
Avenue de Champagne
Sono ormai le 3 quando ci dirigiamo verso la regione dello Champagne, dove vorremmo fare una visita ad una delle famose cantine (ad es. Moet & Chandon) nel paesino che si autodefinisce capitale dello Champagne: Epernay.
I km da fare però non sono pochi, quindi arriviamo in paese verso le 17, tra l’altro dopo un diluvio che ha fatto precipitare la temperatura dai 32 ai 16 gradi, e con nostro grande disappunto scopriamo che le cantine hanno già chiuso (in media alle 16.30…voglia di lavorare saltami addosso eh!?).
Vigneti dello Champagne
Non ci perdiamo però d’animo: fotografiamo la statua di Dom Perignon (frate benedettino che perfezionò il metodo di fermentazione dello champagne) e il tappo gigante sulla rotonda all’inizio di Avenue de Champagne, strada principale su cui si affacciano tutte le Maison, e poi girelliamo per il paese alla ricerca di un locale dove fare almeno una degustazione. Finiamo in quello che ci suggerisce la guida “C.Comme”, molto carino e ideale per un aperitivo a base di formaggi e champagne! Questa diventa poi la nostra cena, perché verso le 7.30 rimontiamo in macchina e, passando per vigneti immensi e curati alla perfezione (ci credo, valgono 1.000.000 € l'ettaro!!), arriviamo a Parigi che è ormai già sera inoltrata, nonostante la luce che quassù regna fino alle 10 passate.
Dopo esserci districati tra le infinite uscite della peripherique cittadina raggiungiamo il nostro hotel Porte de Versailles, nell’omonimo quartiere (non centralissimo ma ben servito da metro e bus). La sorpresa è decisamente positiva quando ci viene data una camera doppia pulita, grande e pure con doccia idromassaggio…il tutto per 60€ a notte fissato all’ultimo minuto su booking! Un vero affare, soprattutto considerando lo scenario disastroso degli hotel a Parigi, di solito cari e di basso livello!

Giorno 3: Parigi

La prima questione da affrontare è il problema parcheggio…siamo praticamente costretti ad usufruire della convenzione che il nostro hotel ha con il Meridian accanto: 15€ al giorno, non pochi ma a Parigi tutte le zone hanno sosta massima 2 ore dalle 9 alle 19 a pagamento e girare in macchina con il traffico cittadino è allucinante, quindi ci rassegnamo e paghiamo, promettendo che la prossima volta veniamo in aereo!
Tour Eiffel

Per spostarci scegliamo un abbonamento giornaliero illimitato metro/bus a 6,60 € e prendiamo subito il bus n. 80 che ci porta diretti al simbolo di Parigi: la Tour Eiffel! Purtroppo sono in molti ad avere avuto questa idea (strano!?) ed essendo già le 10.30 passate la coda per salire è lunghissima…proviamo per un po’, in un attimo di sconforto valutiamo anche l’idea di fare le scale fino al secondo piano per fare meno coda… ma poi (visti anche i 30 gradi che già ci sono!) desistiamo, rimandando la vista panoramica al giorno dopo (è possibile però fissare su internet con qualche giorno di anticipo allo stesso prezzo - 14,50 € - così si salta gran parte della coda!).
Facciamo comunque le foto di rito alla torre di ferro inaugurata nel 1889, da ogni angolazione possibile! Per recuperare il tempo perso e avere una prospettiva diversa della città ripieghiamo su un giro a bordo del Bateaux Parisien lungo la Senna (13 € compresa autoguida in italiano). Il giro dura circa un’ora e arriva fin dopo Notre Dame passando sotto i ponti più famosi della capitale francese e intorno alle isole sul fiume (Ile de la Cité e Ile S.Louis), ma definirlo impedibile non direi! Ci sono anche altre compagnie che fanno più o meno lo stesso percorso partendo un po’ più distanti dalla Tour Eiffel, e forse sono anche più economiche!
Pont Alexandre III

Arch de Triomphe
Quando scendiamo ci dirigiamo a piedi prima al Trocadero, ottimo punto panoramico per ammirare la torre da un’altra angolazione, e poi all’Arc de Triomphe. L’Arco, oltre ad essere un altro dei principali simboli di Parigi, è un vero crocevia di arterie stradali…impossibile e pericoloso attraversare senza usare il sottopassaggio! Una volta arrivati sotto l’Arco (è possibile anche salirci sopra per 10 €) verso nord si intravede il quartiere moderno di La Defense, con grattacieli luccicanti e il Grande Arche, dalla parte opposta invece si aprono gli Champs Elysees in tutto il loro splendore! Li percorriamo a piedi ammirando le vetrine delle grandi firme (memorabile quella di Fendi con dei dinosauri dorati giganti!) ed entrando in qualche negozio più abbordabile (Sephorà, H&M, Abercrombie con tanto di modelli mezzi svestiti!). Per pranzo abbiamo pensato di andare a Montmartre e prendiamo nuovamente il bus n. 80 che fa capolinea proprio da quelle parti…non avevamo però messo in conto la variabilità del meteo francese! Nel giro di mezz’ora il cielo diventa nerissimo e si scatena un diluvio! Facciamo appena in tempo ad entrare in un bistrot anonimo per evitare di mezzarci del tutto; qui ordiniamo un menù del giorno e una salade de chevre chaud per la non modica cifra di 22 €!
Operà
Visto che non accenna a smettere di piovere programmiamo un pomeriggio tra gallerie commerciali e musei, ma appena arrivati in metro davanti alla Gallery La Fayette spunta il sole, quindi nuovo cambio in corsa! Siamo vicini al teatro dell’Operà (Palais Garnier), che andiamo subito a vedere, ammirando la sua facciata di colonne e statue dorate. Proseguiamo poi per Place Vendome: la Lonely ci fa notare che l’obelisco alto più di 40 metri al centro della piazza è stato costruito con il bronzo ricavato dai cannoni che Napoleone sottrasse ai sui nemici a inizi 1800. Lo stesso Napoleone sovrasta l’obelisco nelle vesti di un imperatore romano…quando si dice manie di grandezza!
Notre Dame de Paris
Sempre a piedi raggiungiamo la Cattedrale de Notre Dame de Paris, situata sull’Ile de la Cité, davvero imponente! Entriamo dentro con una breve fila, il che ci permette di ammirare la grandiosità anche interna della cattedrale e i famosi rosoni (l’ingresso è gratuito, mentre per salire sulla Torre ci vogliono 9 €).
Prossima tappa: giardini di Luxemburgo! Un bello spazio verde tenuto alla perfezione nel cuore di Parigi, con laghetto centrale su cui si affaccia il Palais de Luxemburg costruito da Enrico IV per la moglie Maria De’ Medici nello stile di Palazzo Pitti a Firenze, che oggi è sede del senato francese.
Jardin de Luxemburg
Caratteristiche le sedie color verde salvia sparse per tutto il giardino, che si possono spostare a piacimento (ma sono pesanti!) e sono ottime per una siesta all’ombra (soprattutto quelle basse tipo sdraio!).
La sera per cena decidiamo di andare a Montmartre senza passare nemmeno dall’hotel, e stavolta è la volta buona! Per salire al Sacre Coeur prendiamo la funicolare, da bravi faticoni, anche perché siamo in giro già da molte ore e siamo stanchini! La basilica è veramente suggestiva, la vista sulla città da quassù è imperdibile e passeggiare per le stradine del quartiere, per quanto turistiche, ci fa sentire nel cuore pulsante di Parigi!

Sacre Coeur
Ci fermiamo nella deliziosa Place du Tertre, dove però i ritrattisti che mi ricordavo occupavano il centro della piazza hanno lasciato il posto ai dehors dei ristoranti…superata la piccola delusione prendiamo un tavolo in uno di questi per una cena con menù turistico: buona la soup d’onions! Al ritorno giratina per Pigalle per immortalare il famosissimo Moulin Rouge e poi a nanna! 
Moulin Rouge




Giorno 4: Parigi

La mattina, dopo colazione di buon ora nella solita buolangerie accanto all’hotel (pan au chocolat e caffe au lait 2,70 €), ci presentiamo puntuali alla Tour Eiffel e vista l’ora (9.15) la coda è più umana: un’ora e siamo agli ascensori che ci portano prima al secondo piano e poi in cima! Che vista mozzafiato sul tutta Parigi dalla piattaforma a 276 metri d’altezza!
Tour Eiffel dal 2° piano
Tra salire, fare un milione di foto e scendere si è fatta l’ora di pranzo e ci facciamo tentare da una delle patisserie più antiche e famose di Parigi: Ladurèe, sugli Champs Elysees! Qui non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i colorati macarones (tanto belli quanto cari!) e i più classici croassaint farciti con noci o cioccolato e pistacchio…tutto squisito! Percorriamo di nuovo a piedi i viali alberati nella speranza di smaltire almeno in parte le 2000 kalorie a testa appena ingurgitate, fino ad arrivare a Place de la Concorde.
Place de la Concorde
La piazza, dove adesso sorge un obelisco egizio donato alla Francia proveniente dal tempio di Luxor, fu teatro di esecuzioni capitali ai tempi della rivoluzione francese e lo stesso Re Luigi XVI e Maria Antonietta vi furono ghigliottinati. Proseguendo per l’ombreggiato Jardin de Tuilieres, dove ci concediamo una pausa rigenerante dal caldo, arriviamo davanti al Louvre e fotografiamo la piramide di vetro che crea uno strano contrasto con lo stile classico ed imponente della struttura del museo (giorno chiusura martedì).
Louvre

Non entriamo al Louvre, avendolo già visto (almeno in parte) in viaggi precedenti, anche perché per visitare un museo così vasto occorre almeno una giornata intera e non abbiamo purtroppo tutto questo tempo! Ci dirigiamo invece al Musée d’Orsay, tempio dell’impressionismo francese (Monet, Manet, Cezanne) e non (Van Gogh), ricavato all’interno della ex stazione ferroviaria Gare d’Orsay e molto interessante sia come ambiente che come collezione. Non a caso arriviamo alle 16.30, per usufruire della riduzione sul biglietto a 6,50 € (la galleria chiude alle 18)! 
Gare de Orsay
Dopo una sosta in hotel usciamo per cena direzione Quartiere Latino, che deve il suo nome al fatto che studenti e professori che qui vivevano fin dai tempi della rivoluzione francese (il quartiere è sede delle principali istituzioni universitarie, tra cui la celebre Sorbonne) erano soliti parlare la lingua latina. Passiamo davanti al Panthéon e poi ci dirigiamo nell’animata Rue du Pot de Fer, dove tra i numerosi localini scegliamo quello consigliata dalla Lonely, le Pot de Terre, e ne usciamo soddisfatti per il menù buono e abbondante (12 €  testa + sangria)!

Paris by night
 Ma non possiamo lasciare Parigi senza vedere la Tour Eiffel illuminata di sera…quindi torniamo al Trocadero per goderci lo spettacolo in prima fila di questa meraviglia vestita a festa, con tanto di luna piena sullo sfondo! Le foto notturne purtroppo non le rendono giustizia, ma è davvero romantico!




Giorno 5: Parigi - Versailles - Rouen (130 km)

L’ultima giornata parigina è dedicata alla reggia di Versailles, segno indelebile dell’opulenza dei regnanti francesi. Per raggiungere il palazzo è possibile prendere il treno da Parigi o, come noi, andare in macchina proseguendo sulla peripherique in direzione sud-ovest (Versailles dista ca 25 km da Parigi).
Cancello di Versailles
La coda per entrare è sempre lunga ma fattibile; a poco serve fare i biglietti su internet perché la coda per la biglietteria (parco e reggia 15 €, con la proprietà di Maria Antonietta 18 €; chiuso lunedì) è minima rispetto a quella che si fa comunque per accedere alla reggia. Una volta entrati nel cortile d’onore è impossibile non restare abbagliati dalla cancellata dorata che ci si trova davanti. E questo è solo l’inizio, perché le numerose sale dello Chateaux (700 in tutto, non tutte visitabili per fortuna!) completato nel 1682 per volere di Re Sole sono una più sfarzosa dell’altra!
Sala degli Specchi
Su tutte la galleria degli specchi, adibita a sala per balli e ricevimenti, con 17 specchiere gigantesche e altrettante finestre affacciate sul giardino e lampadari scintillanti appesi al muro.



Giardino di Versailles
  Il giardino è degno della reggia, con spazi immensi impossibili da percorrere a piedi (sono noleggiate addirittura macchine elettriche!), ma vale la pena arrivare alla fontana di Nettuno e al bacino di Apollo, soprattutto se sono accese; nel vicino gran canal si può andare anche con la barchetta fino alla proprietà di Maria Antonietta. 
Lasciamo Versailles verso le 15.30 per spostarci in Normandia. Arrivati a Rouen andiamo dritti in hotel, vicino alla stazione, ma capiamo di non essere stati fortunati come le sere precedenti (hotel Andersen, 54 € non spesi bene!)! Il ragazzo alla reception è però molto gentile e ci suggerisce di assistere allo spettacolo visivo che si tiene sulla facciata della cattedrale ogni sera d’estate alle 11. 
Place du Vieux Marchè


La prima cosa che andiamo a vedere è in effetti l’imponente Cattedrale gotica di Notre Dame, simbolo della città. Se guardando la sua facciata sembra di avere un deja-vù è perché la Cattedrale con la sua “torre di burro” (in quanto tutta bianca) è stata immortalata più volte nei quadri di Monet, esposti anche alla Gare d’ Orsay che abbiamo visto appena 2 giorni fa!
Da qui parte Rue du Gros Horloge (con la torre dell’orologio), che arriva fino ad un’altra piazza tristemente famosa: Place du Vieux Marche, dove venne giustiziata Giovanna d‘Arco nel 1431. Ora nella piazza sorge una chiesa dall’architettura futuristica (a lisca di pesce) che porta il suo nome, contornata da tanti localini. 
La Cattedrale di Rouen

Le strade del centro sono molto vive, con gente ovunque e per cena seguiamo il consiglio della guida per un bistrot leggermente decentrato: l’Espiguette. La piazza su cui si affacciano i tavolini è in effetti molto intima e tranquilla…peccato per il menù con pochissima scelta ed a prezzi non propriamente economici! Ceniamo con un piatto unico a testa a base di carne, per una spesa di ca. 30 €, con camerieri scontrosi che non parlavano una parola di inglese che nel corso della serata hanno magicamente aumentato il prezzo della tartara sulla lavagnetta che fungeva da menù: non consigliabile!
Ci consoliamo dopo cena con una birra e arrivando puntuali allo spettacolo delle 11, che è davvero molto suggestivo (ne avevamo visto uno simile l’anno scorso a Toledo)!

Giorno 6: Rouen – Eretrat – Spiagge D-Day - Pontorson (360 km) 

La notte ha piovuto a dirotto e questo non ci fa sperare molto bene per la tappa di oggi, tutta on the road, ma per fortuna il tempo si rivela più clemente del previsto.
Raggiungiamo la Cote d’Albatre all’altezza di Fecamp, cittadina portuale da dove si può ammirare un panorama mozzafiato sulla costa con le sue scogliere e spiagge immense bagnate dalla marea (e da un bel po’ di alghe a dire il vero!) salendo su Cap Fagnet a nord del porto. Proseguiamo poi lungo la costa fino ad Eretrat, famosa per le sue scogliere gemelle ai lati della spiaggia: le falesie, anche queste ritratte da Monet nei suoi quadri.
Eretrat
Ci fermiamo in paese per pranzo (un baguettone in 2) e stiamo un po’ tranquilli sul lungomare, per poi proseguire verso ovest. Sulla strada verso le spiagge degli sbarchi, dopo aver attraversato la Senna sul famoso Pont de Normandie (5,30€) con la sua caratteristica forma a V, arriviamo ad Honfleur e proseguiamo per la vicina Trouville. Qui la Lonely ci segnala un mercato del pesce ottimo per le ostriche, e il mio compagno di viaggio non riesce proprio a resistere alla tentazione! In effetti la “sosta ostriche” (12 a 7€ + 3€ per averle aperte e ben presentate su un piatto con ghiaccio e limone!) pare valere la piccola deviazione (avremo modo di pentircene più avanti..sigh!) e dopo un’oretta scarsa ci rimettiamo in viaggio. 
Mercato del pesce a Trouville
 
Solo verso le 5 arriviamo nella zona dove nel giugno del 1944 gli alleati sbarcarono per sferrare l’attacco definitivo ai tedeschi. Ci fermiamo lungo la strada vicino Arromanches (sulla collina ad est) per vedere i resti di Port Winston, un porto artificiale che era stato costruito al largo della costa per permettere lo sbarco di uomini e mezzi. Nel centro della cittadina invece è presente un museo dello sbarco, ma non entriamo in quanto capiamo che si tratta per lo più di ricostruzioni e modellini.
Arromanches
La prossima tappa è il cimitero americano, nell’entroterra di Omaha Beach, dove sono custodite le tombe di oltre 9.000 soldati statunitensi morti nel secondo conflitto mondiale. Arriviamo però alle 18 meno pochi minuti ed abbiamo una brutta sorpresa: il cimitero è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 18, così non ci fanno nemmeno entrare! La delusione è veramente tanta, perché non avremo altre occasioni per visitare un luogo così commovente e significativo della storia recente…incolpo le ostriche per la perdita di tempo e calcolo tutti i minuti persi che invece ci avrebbero fatto arrivare in tempo…certo volendo in parte la colpa è anche mia che non ho letto bene l’orario di apertura sulla guida…ma è sicuramente più colpa delle ostriche e di chi le ha volute mangiare!! Metto il muso per i minuti successivi, dicendo che siamo stati proprio fessi (per non dire altro...) a non calcolare bene i tempi. Vistare il vicino Pointe du Hoc, dove i rangers alleati si arrampicarono lungo la scogliera alta 30 metri sotto il fuoco nemico, è una magra consolazione. Fa comunque impressione vedere i crateri delle bombe e gli alloggiamenti in cemento dei cannoni.
A questo punto dobbiamo rimetterci in marcia per arrivare all’hotel che abbiamo fissato vicino Mont Saint Michel, 9 km a sud in località Pontorson. La strada è lunga ed arriviamo giusto in tempo per cena al Tour Brette, albergo a conduzione familiare carino ed economico (45 €). Ceniamo direttamente in hotel con un ottimo menù del giorno di 3 portate a 14 € che ci permette di assaggiare anche i buonissimi formaggi locali, su tutti il famoso camembert!
Mont Saint Michel al tramonto
Sono le 10 passate e c’è ancora luce…non possiamo resistere ad andare ad ammirare M.S.Michel di sera! Tra l’altro il calendario delle maree ci dice che stasera ci sarà una marea molto alta, quindi di nuovo in macchina! Per fortuna la sera è possibile accedere direttamente in macchina senza pagare al parcheggio di La Caserne (ottima soluzione anche per alloggiare in hotel; ci sono tutti gli alberghi delle catene e il prezzo un po’ più alto viene ricompensato dal risparmio sul parcheggio, dalla visuale e dalla comodità di accesso a M.S.M.). Ammirare questo spettacolo con il tramonto che tinge il cielo di rosa non ha prezzo e dopo le foto da lontano decidiamo di percorrere a piedi la strada che porta all’isola per goderne la visuale anche da più vicino. Per il ritorno, ormai a buio, prendiamo invece la navetta gratuita che ci riporta al parcheggio. La marea che vogliamo vedere a pieno sarà domani alle 11!

Giorno 7: Mont Saint Michel - Saint Malo - Dinan

Programmare la visita a S.Michel quando è prevista l’alta marea con coefficiente vicino a 100 (meglio se anche di più!) è fondamentale per apprezzare al meglio questo fenomeno naturale che si ripete durate tutto l’anno ed è comandato dall'attrazione gravitazionale che la luna esercita sulla terra. La mattina presto andiamo a lasciare la macchina nel grande parcheggio vicino La Caserne, che però di giorno è a pagamento, tra l’altro con con una tariffazione molto singolare: fino alle 11.30 costa 4 €, scattato quell’orario si paga l’intera giornata per 12 €!? Alle 9 siamo già sul bus che ci porta al monte, intenzionati a gustarci a pieno il crescere della marea dall’Abbazia che sovrasta M.S.Michel, il cui massimo è previsto per le 11 (è disponibile su internet o negli uffici turistici della zona un opuscolo di orari e livelli della marea per tutto l’anno, ed è consigliato vederla da un paio d’ore prima).
Mont Saint Michel


L’ingresso all’Abbazia costa 9 € ma li vale tutti: le sale interne di questo complesso costruito a più riprese (da qui i diversi stili architettonici) sono tutte imponenti e suggestive, il chiostro situato sul lato nord è semplicemente delizioso e la terrazza è sicuramente il posto migliore dove ammirare il movimento inesorabile del mare che, minuto dopo minuto, circonda il Monte fino a farlo diventare un’isola (o quasi!). Ad oggi M.S.M. è collegato alla terra ferma da una stradina sopraelevata che non viene mai coperta dal mare, ma è in costruzione un ponte che la sostituirà (dovrebbe essere finito nel 2014), con lo scopo di restituire a questo luogo la sua natura di isola quando sale la marea.
Il chiostro nell'Abbazia
Le foto si sprecano, cercando di riprendere lo stesso punto in momenti diversi per rappresentare al meglio la corsa dell’acqua, ma niente può rendere davvero l’idea..và visto in tempo reale!
Il tempo si sta facendo sempre più buio e noi arriviamo “casualmente” (cioè dopo una fuga con tanto di scatto finale di corsa per salire sul bus in partenza!) alla macchina prima delle 11.30, giusto in tempo per risparmiare sul parcheggio ed evitare il diluvio universale che si scatena alle 11.31!
Per una volta siamo stranamente in anticipo sulla tabella di marcia e con calma ci dirigiamo verso Saint Malò, sconfinando in Bretagna. Intra Muros, la città vecchia di S.Malò circondata da mura e bastioni, è molto affascinante per quanto sia stata ricostruita quasi interamente dopo la battaglia tra tedeschi ed alleati nel 1944 e adesso sia diventata un luogo super turistico. Camminare tra le stradine o sulle mura è piacevole, nonostante il meteo sia ancora incerto, e scopriamo con piacere che è proprio vero che in  Bretagna sono specializzati in crepes! Ad ogni angolo ne vendono di ogni tipo e diventiamo presto esperti: le “gallettes” bretoni sono fatte con grano saraceno, sono più scure delle crepes classiche e di solito si abbinano al salato, mentre per “crepes” si intendono quelle dolci fatte con farina chiara. Assaggiamo una gallette nel posto suggerito dalla Lonely (creperie Margaux) ma non ci convince del tutto, anche a causa della cameriera che fa un gran pasticcio con la nostra semplicissima ordinazione (siamo in 2, ne chiediamo una prosciutto e formaggio e una con le cipolle…risultato: ce ne porta una sola con sopra tutto insieme!?). Ci rifacciamo poi con 2 belle crepes con cioccolato in un baracchino anonimo ma sicuramente più sveglio!
Saint Malo
Arriviamo fino alla punta del molo per avere una visuale completa sulla cittadina e sulle spiagge che la circondano; tra l’altro hanno costruito in mare una specie di piscina naturale protetta dove in molti fanno il bagno…mentre noi stiamo con la felpa!
Torniamo alla macchina verso le 3 (parcheggio gratuito a poche centinaia di metri dal centro andando a dritto da Porte St.Vincet) e capiamo che il meteo francese ci vuole proprio bene: ricomincia a piovere a dirotto! A questo punto non resta che andare a Dinan, dove abbiamo fissato una stanza in centro al Vieux S.Savour (45 €), che fa anche da pub. Usciamo dalla stanza verso le 6 che ha smesso di piovere e facciamo un giro per le viuzze di questo paesino molto caratteristico, passando per rue de l’horloge (in Francia deve essere proprio tipica la via dell’orologio!) e le altre stradine acciottolate.
Dinan

Per cena però ci prende un po’ di sconforto, perché sembra che da queste parti ci siano solo creperie (la Lonely ne consiglia una che fa abbinamenti immangiabili come il burro di lumaca…no grazie!), poi scoviamo per caso un locale nascosto in una via laterale, “Au Bistrot D'En Bas”. Arriviamo giusto in tempo perché il posto è piccolo e tutti quelli che entrano dopo di noi vengono rimbalzati o messi nei tavoli fuori al freddo…brrrr! Prendiamo 2 menù turistici (9-13 €) con l’immancabile salade de chevre chaud e un piattone di gamberi + dolce e caffè e ci alziamo soddisfatti per andare a finire la serata con una birra bretone (insomma!) nel pub sotto l’hotel giocando ad una specie di scarabeo!

Giorno 8: Dinan – Paimpol – Costa Granito Rosa – Carnac

Oggi è in programma la costa Bretone nord occidentale, ma la Bretagna sembra proprio stregata…lungo il tragitto ricomincia a piovere! Ma quando smette esce fuori un arcobaleno perfetto che ci fa ricredere (con tanto di servizio fotografico!). Passiamo da Paimpol, cittadina portuale piuttosto anonima, e seguiamo la strada costiera fino a Perros- Guirec, spingendoci qualche kilometro più avanti fino a Ploumanac’h per ammirare le scogliere di granito rosa levigate dal vento e dal mare sovrastate dal faro.
Ploumanac'h

Da qui parte il “sentiero dei doganieri”, una stradina percorribile solo a piedi o in bici che corre lungo la costa e riporta al paese regalando paesaggi imperdibili. Per noi invece questa deve essere la giornata delle foto inutili: servizio completo anche ai gabbiani che ci importunano per avere le briciole dei nostri panini, mah?! L’immancabile pioggerellina ci fa capire che è l’ora di tornare alla macchina per iniziare la discesa verso sud, destinazione Carnac.
La costa del Morbihan è famosa per i ritrovamenti di importanti siti di megaliti risalenti al 5000/3500 a.C. e proprio vicino Carnac ci sono vari allineamenti di menhir (alignement du Menac e quello di Kemario) e un dolmen lungo 30 metri (Table des Marchands). Le grosse pietre sono nella maggior parte dei casi recintate e si possono osservare solo da lontano, mentre per accedere al dolmen e al vicino Grand Menhir (alto 20 metri, ma oggi crollato e disteso su un fianco) vogliono ben 5 €…oppure si può continuare qualche metro a destra dell’ingresso e vedere tranquillamente entrambi da dietro la siepe! Sinceramente non mi hanno impressionato questi macigni in fila indiana, forse perché non ne ho apprezzato bene il significato e il “mistero” che sta dietro al loro allineamento perfetto. 
Alignement du Menac

La sera raggiungiamo l’albergo fissato in un paesino poco distante che però sembra semi deserto (Baden, hotel Le Toul'Broch), dove ci hanno estorto 45 € per la stanza, ma dopo la prima impressione negativa dentro non è nemmeno malaccio! Per cena arriviamo a Larmor Baden, sul mare e vista la poca scelta optiamo per il locale che tra i 2 ci sembra migliore: ancora gallettes e crepes accompagnate da insalata con formaggio e ostriche!

Giorno 9: Carnac – Castelli Loira – Tours (490 km)

Chateau de Villandry
Giornata impegnativa perché siamo ancora molto distanti dalla zona della Loira dove oggi vogliamo visitare almeno 2 degli infiniti castelli. Come se non bastasse non prendiamo nemmeno l’autostrada, il che ci fa arrivare a Villandry (pochi km a ovest di Tours) che è già ora di pranzo. Per fortuna ci siamo attrezzati con una grande baguette e una forma di camembert, così mangiamo accampati proprio nel giardino di questo castello prima di iniziarne la visita.
L'orto
Abbiamo deciso di fare il biglietto solo per il parco (6,50 €) e non per l’interno dello chateau perché è il giardino il vero gioiello di Villandry…e le aspettative vengono pienamente rispettate: davanti agli occhi si apre uno spettacolo colorato di fiori, aiuole geometriche, fontane e molto altro! Nell’orto rinascimentale anche gli ortaggi più classici sono disposti per colore in modo perfetto, la lavanda in fiore circonda le fontane nel giardino d‘acqua e il giardino ornamentale lascia semplicemente di stucco con i famosi “giardini dell’amore”.
Giardino dell'Amore
Qui sono rappresentate le 4 fasi dell’amore: l’amore instabile, passionale, tragico e tenero, tutti con cuori interi o spezzati disposti in modo geometrico.
Il prossimo castello da vedere è Chambord, il più imponente e sfarzoso di tutti…peccato sia anche il più lontano (bisogna arrivare fin dopo Blois)! Sulla strada intravediamo anche lo chateau di Amboise, dove Leonardo da Vinci trascorse i suoi ultimi anni ed è stato sepolto.
Chambord

 Chambord ci accoglie in tutta la sua maestosità e una volta entrati ci soffermiamo sulla famosa doppia scalinata a vite, che si dice sia stata progettata dallo stesso Leonardo alla corte del Re Francesco I, che iniziò la costruzione di questo castello come tenuta di caccia nel 1500. La caratteristica delle scale è che si incrociano senza incontrarsi mai! Le stanze della residenza sono tutte molto sontuose, soprattutto quelle del primo piano dove ci sono gli alloggi dei sovrani, ma forse essere stati da poco a Versailles toglie un po’ di fascino alla visita (ingresso 11 €).
I tetti di Chambord
Il vero spettacolo si trova però al terzo piano, dove è possibile passeggiare sulla grande terrazza per ammirare i tetti ricoperti di torrette, camini e decorazioni varie. Quando è il momento di lasciare il castello inizia a piovere (e noi che pensavamo di aver lasciato acqua e meteo variabile in Normandia e Bretagna!), ma per fortuna dura poco e veniamo ripagati da un’immagine unica: Chambord incorniciato dall’arcobaleno!
Rientriamo a Tours allungando di qualche kilometro (visto che erano pochi!) per passare davanti ad altri 2 castelli (Cheverny e Chenonceau) che però non sono purtroppo visibili dalla strada senza entrare dentro e pagare il biglietto.
L’hotel des Arts che abbiamo prenotato (54 €) è proprio in centro e non sarebbe nemmeno male nonostante la camera piccola e la proprietaria quasi scocciata di averci lì…peccato per l’aria irrespirabile che ci costringe a dormire con la finestra aperta nonostante il terrazzino sia condiviso con la stanza accanto! Per cena andiamo nel cuore di Tours, nella zona di Place Plumereau e finiamo in un ristorante super turistico nella vicina Rue de grand marchè, dove mi tocca assistere anche alla cena a base di escargot (tra l’altro neanche di buona qualità pare!).

Chateau d'Ussè
Giorno 10: Tours - La Rochelle - S.Emilien - Bordeaux (420 km)

Oggi iniziamo la vera e propria discesa verso sud, ma prima vogliamo vedere un ultimo castello: quello d’Ussè, a cui si è ispirato Walt Disney per il proprio logo e in effetti la somiglianza c’è! Per l’ora di pranzo arriviamo a La Rochelle, località di mare rinomata tra i francesi e famosa per la sua scuola di vela, con vie piene di gente e di negozi alla moda, e un gran via vai anche sul porto. Sinceramente però sia il mare che l’atmosfera troppo turistica non ci convincono e dopo aver fatto un giretto, con tanto di spuntino a base di frutta comprata al mercato vicino alla spiaggia cittadina, ci rimettiamo in marcia.
La Rochelle


Prima di Bordeaux deviamo in direzione S.Emilien, paesino medievale rinomato per le sue cantine, sperando di essere in tempo nonostante siano già le 18. L’ufficio del turismo ci dice però che le cantine possono essere visitate solo previa prenotazione anticipata, alcune organizzano anche visite guidate gratuite con degustazione…un vero peccato non averci pensato prima! Passeggiamo per il paese apprezzando comunque i belli scorci sui vigneti, poi puntiamo su Bordeaux. 
S.Emilien
Trovare l’hotel è più complicato del previsto perché la moderna tramvia cittadina rende impossibile la viabilità in macchina! Nonostante questo Bordeaux ci piace molto (se girata a piedi!) perché ha il fascino di una città storica arricchito dalla modernità di alcuni particolari, come la fontana a pelo d’acqua creata sul lungofiume, dove francesi e turisti si rinfrescano nelle calde giornate estive (noi abbiamo trovato 37 gradi!). Ci sono anche diverse sculture molto particolari sparse nelle belle piazze della città, come in Place de la Bourse o Place de la Commedie dove c’è anche il teatro dell’Opera.
Place de la Bourse
Proprio in questa piazza la nostra attenzione viene attirata da una lunga coda davanti ad un ristorante. Il mio compagno di viaggio non resiste e va a chiedere di cosa si tratti! La risposta è semplice ma sorprendente: questo locale si chiama “L’Entrecote” e da anni propone un unico piatto che però è buono come da nessun altra parte e gli abitanti di Bordeaux lo adorano…il piatto è ovviamente l’entrecote! Ci uniamo quindi alla coda, che scorre bene, anche perché di sicuro la gente non ha problemi di scelta dal menù (l’unica domanda che la cameriera ci fa infatti è il grado di cottura che vogliamo!)! Entrecote ottima con abbondanti patatine e un sughino dalla ricetta segreta su cui forse è meglio non indagare! Con la pancia piena rientriamo nel nostro hotel poco distante dal centro (in macchina), appart’city 49 € per un monolocale più che dignitoso!

Giorno 11: Bordeaux - Dune du Pilat - Carcassonne (460 km)
Bordeaux

La mattina presto andiamo a vedere la cattedrale, Place de la Borse di giorno e facciamo colazione con dei tipici dolcini della Garonne: i caneles, simili a dei piccoli babà ma con la cannella e molto più consistenti, sapore particolare ma non male, peccato li vendano a peso d’oro!
Partiamo quindi per andare a vedere la duna di sabbia più alta d’Europa, la Dune du Pilat vicino ad Arcachen sulla costa atlantica. Purtroppo stavolta la scelta di non fare l’autostrada la scontiamo tutta, con una processione di macchine che vanno verso le località di mare e ci sembra di non arrivare mai! In effetti entriamo nel parcheggio a pagamento vicino alla duna a mezzogiorno passato e subito seguiamo il fiume di gente per arrivare alla base di questa montagna di sabbia 114 metri ca. sul livello del mare.
Dune du Pilat

La cosa pazzesca è che cresce di oltre 4 metri l’anno e nel tempo ha già inghiottito un incrocio, diversi alberi ed anche un hotel! Saliamo lungo le scale, piuttosto pericolanti, che hanno allestito su un versante e arriviamo in cima, dove tira un gran vento che pizzica le gambe con la sabbia, ma la visuale sulla costa di fronte ripaga dello sforzo, con tante piccole isole di sabbia dorata in mezzo al mare turchese.
Scendiamo con una corsa mozzafiato lungo la duna…e le scarpe tanto piene di sabbia da non starci più dentro!
Ci concediamo una sosta nella vicina Petit Plage, dove la gente è molta e l’acqua non certo bella (tra l’altro i cartelli avvertono di stare vicino alla costa per via delle forti e pericolose correnti), ma almeno facciamo una siesta di relax in spiaggia. Ripartiamo verso le 3, con ancora tutti i kilometri della giornata da percorrere…dei veri incoscienti! Infatti la strada è lunga e prima delle 9.30, con tanto di giri a vuoto, non siamo all’hotel Balladins di Carcassonne. In realtà l’albergo dista 6 km dal centro e a quest’ora nella zona semi industriale è tutto chiuso, quindi rimontiamo in macchina per andare alla Citè, il cuore di Carcassonne.
Carcassonne
Quello che ci troviamo di fronte è un paesino che sembra uscito direttamente da un libro di fiabe, con doppia cinta di mura, castello, torrette e ponte levatoio! In realtà gran parte di quello che si vede oggi è stato ricostruito in epoca recente (come i tetti delle torri a forma di cappello di strega in ardesia nera) e dentro le mura ormai regnano solo negozi per turisti e ristoranti di ogni tipo (dal Kebab alla pizza napoletana!). Noi ormai siamo talmente stanchi e stressati dal viaggio infinito che ci accontentiamo di una crepe con la nutella e una granita al limone formato XL, poi di corsa a nanna!

Giorno 12: Carcassonne – Avignone (240 km)

Torniamo a la Citè per apprezzarla anche con la luce del giorno e poi partiamo per arrivare sul presto ad Avignone e non ripetere l’errore del giorno prima! 
Palazzo papale

Alla fine arriviamo davvero presto, anche perché una delle tappe previste sulla strada per Avignone salta…per accedere al Pont Du Gard, il famoso ponte romano a doppi archi, vogliono ben 18 € e non abbiamo alcuna intenzione di darglieli! L’hotel che ci aspetta per fortuna è molto carino, un’oasi di verde e tranquillità a 6 km da Avignone (hotel Le Petit Manior, 53 €). Optiamo quindi per qualche ora di ozio in piscina, interrotta solo da bambini urlanti che non hanno la nostra stessa idea di “relax”!
Verso le 6 ci avviamo ad Avignone, già visitata in viaggi precedenti ma sempre molto suggestiva e piacevole. Giriamo per il centro che è davvero molto ben tenuto, arriviamo alla piazza sovrastata dal grandioso palazzo papale, saliamo nel giardino per avere una visuale della città e del fiume dall’alto e poi scendiamo fino al  ponte di Avignone, che oggi resta in piedi solo per metà ma che è uno dei simboli della cittadina. Ci rimane attaccata una cicala gigante in porcellana che ne riproduce il verso se ci si avvicina, molto provenzale!
Per cena andiamo in un quartiere davvero caratteristico, in Rue de Teinturiers, attraversando una zona che sembra un po’ degradata per tutti i volantini appesi alle finestre, ai lampioni, ovunque per il festival di Avignone Off che si è tenuto a fine luglio! Invece la stradina che mi ricordavo è sempre deliziosa, lungo un piccolo corso d’acqua con un vecchio mulino e tanti localini con tavoli all’aperto. Il ristorante arabo dove andai anni fa però ha chiuso, e al suo posto troviamo un altro bistrot carino (Offset Caffè) dove mangiamo carne (hamburger e tartara) e abbondanti patatine per 15 € a testa. La sera ripassiamo davanti al palazzo papale, poi rimontiamo in macchina e ci spostiamo sulla riva opposta del fiume per ammirare Avignone illuminata, aspettando con pazienza che si liberi una panchina sul lungo fiume! 
Abbazia di Senanque


Giorno 13: Avignone – Provenza – Cannes (230 km)

Oggi arriveremo in Costa azzurra, ma prima ho un conto in sospeso da saldare…con la lavanda! Quando venni in Provenza qualche anno fa a metà agosto trovai lande desolate di lavanda secca e tagliata, con buona pace delle foto che già mi ero immaginata di fare! La prima tappa è quindi l’Abbazia di Senanque, a ca. 20 km da Avignone, vicino ad Apt. Dopo aver percorso stradine tortuose arriviamo alla meta e questa volta è il periodo giusto: una distesa viola di lavanda ci accoglie fin davanti l’Abbazia, con un risultato davvero scenografico!
Lavanda
Soddisfatti, ripartiamo per arrivare ad Aix En Provence all’ora di pranzo e giriamo per questa cittadina molto raffinata con viali alberati, fontane eleganti e infiniti ristorantini. Arriviamo fino alla cattedrale e poi ritorniamo in Course Mirabeau per riprendere il cammino che stasera ci porterà a Cannes.   
Aix En Provence

Verso le 5.30 siamo a St. Raphaele e percorriamo la bellissima strada costiera alle pendici del massiccio dell'Esterel, che ci regale scorci imperdibili sulle calanques. Ci fermiamo in un punto panoramico dopo Agay, dove vediamo altre macchine, e decidiamo di scendere nella piccola baia sotto per fare un bagno. La discesa è agevolata da comode scale e in 5 minuti siamo sulla spiaggia di ciottoli pronti per un tuffo in quest’acqua color smeraldo che contrasta con il rosso della scogliera.
Calanques a S.Raphael
Seguiamo tutta la costa fino a Mandelieu-La Napuele, dove abbiamo fissato un appartamentino in un residence (che troviamo solo grazie all’ufficio del turismo che ci dà una cartina del posto!), Appartcity Cannes-Mandelieu 59 € a notte per un bel monolocale ampio e ben attrezzato. Vista la presenza della cucina decidiamo di cenare in casa per queste ultime 2 sere, con un bel piatto di spaghetti al pomodoro e formaggi francesi…buono ed economico!
La sera tiriamo fuori il vestitino buono che ci siamo portati dietro per 2 settimane per sfoggiarlo sulla Croisettes a Cannes! L’atmosfera è come te la immagini: macchine di lusso, hotel di lusso, ragazze in abiti di lusso! Il tutto però perfettamente mescolato a turisti, come noi, che passeggiano sul lungo mare sbirciando vetrine di marche che probabilmente non potranno mai permettersi; ci sono tutte: Gucci, Armani, ecc. Vale la pena soffermarsi davanti ad una delle tante agenzie immobiliari (di lusso!) per guardare le foto di case da sogno in vendita…a prezzi da incubo! 
Peccato per la scalinata del Festival del cinema chiusa per lavori di ristrutturazione fino al 2014, una foto l’averi fatta volentieri!

Giorno 14: Cap d’Antibes

Oggi siamo d’accordo su una cosa: giornata di relax totale in spiaggia! Arriviamo in macchina fino ad Antibes e percorriamo poi in direzione opposta la strada costiera che porta a Cap d’Antibes, dove ammiriamo un bel panorama della Cote Azure. Troviamo una spiaggetta di piccoli ciottoli dove c’è anche un centro sub e in cui prendiamo posto con il nostro ombrellone. Fa uno strano effetto “condividere” la costa con uno yacht ancorato proprio lì davanti lungo almeno 200 metri!
La giornata trascorre tranquilla e la sera, dopo la solita cena casalinga, non abbiamo voglia di rituffarci nel caos di Cannes, quindi facciamo una passeggiata sul lungomare a Le Mandelieu, e finiamo a sorseggiare un drink in un locale sulla spiaggia, dove brindiamo al nostro intenso viaggio che dopo 14 giorni sta per arrivare a termine! 
Il Casinò


Giorno 15: Cannes – Montecarlo – casa

Si dice che in costa azzurra ci siano almeno 300 giorni di sole l’anno…stamattina però pare essere uno dei restanti 65! Visto che il tempo è un po’ nuvoloso decidiamo di avvantaggiarci raggiungendo subito Montecarlo e rimandando a dopo un’eventuale sosta in spiaggia. La scelta si rivela azzeccata perché nel frattempo spunta il sole, e anzi girare per le vie in salita del Principato con 30 gradi è piuttosto faticoso!
Montecarlo
Dopo aver parcheggiato vicino al porto facciamo un giro ammirando i mega yacht, tutti battenti rigorosamente bandiera di George Town (sarà mica un paradiso fiscale?!), e scegliamo il nostro preferito, uno yacht azzurro luccicante super accessoriato! Continuiamo a sognare dirigendoci al Casinò, dove sono parcheggiate Ferrari, Lambroghini, Porche e altre cosucce del genere! Decidiamo di concederci un bagno proprio a Montecarlo, nella spiaggia cittadina di Larvotto, dove restiamo fino alle 2. A questo punto dobbiamo fare i conti con la fine effettiva del nostro viaggio e con i 450 km ancora da percorrere per tornare a casa…pronti, attenti, via! In attesa del prossimo viaggio on the road di LaGiramondo!

giovedì 8 agosto 2013

Parigi mon Amour


Parigi è la Tour Eiffel illuminata di notte, è passeggiare sugli Champs Elysees tra vetrine “tres chic”, è salire le scale del Sacre Coeur per perdersi tra le stradine di Montmartre con gli artisti di strada che fanno ritratti ai turisti, è la città degli innamorati che camminano mano nella mano lungo la Senna…ma anche molto, molto di più!
Per noi è una delle prime tappe del Tour de France (o tour de force?!) di 15 giorni che abbiamo deciso di fare quest’anno d'estate! Arriviamo in macchina che è già sera, e dopo esserci districati tra le infinite uscite della peripherique cittadina raggiungiamo il nostro hotel Porte de Versailles, nell’omonimo quartiere (non centralissimo ma ben servito da metro e bus). La sorpresa è decisamente positiva quando ci viene data una camera doppia pulita, grande e pure con doccia idromassaggio…il tutto per 60€ a notte fissato all’ultimo minuto su booking! Un vero affare, soprattutto considerando lo scenario disastroso degli hotel a Parigi, di solito cari e di basso livello!
La mattina seguente la prima questione da affrontare è il problema parcheggio…siamo praticamente costretti ad usufruire della convenzione che il nostro hotel ha con il Meridian accanto: 15€ al giorno, non pochi ma a Parigi tutte le zone hanno sosta massima 2 ore dalle 9 alle 19 a pagamento e girare in macchina con il traffico cittadino è allucinante, quindi ci rassegnamo e paghiamo, promettendo che la prossima volta veniamo in aereo!
Tour Eiffel
Per spostarci scegliamo un abbonamento giornaliero illimitato metro/bus a 6,60 € e
prendiamo subito il bus n. 80 che ci porta diretti al simbolo di Parigi: la Tour Eiffel! Purtroppo sono in molti ad avere avuto questa idea (strano!?) ed essendo già le 10.30 passate la coda per salire è lunghissima…proviamo per un po’, in un attimo di sconforto valutiamo anche l’idea di fare le scale fino al secondo piano per fare meno coda… ma poi (visti anche i 30 gradi che già ci sono!) desistiamo, rimandando la vista panoramica al giorno dopo (è possibile però fissare su internet con qualche giorno di anticipo allo stesso prezzo - 14,50 € - così si salta gran parte della coda!).
Facciamo comunque le foto di rito alla torre di ferro inaugurata nel 1889, da ogni angolazione possibile! Per recuperare il tempo perso e avere una prospettiva diversa della città ripieghiamo su un giro a bordo del Bateaux Parisien lungo la Senna (13 € compresa autoguida in italiano). Il giro dura circa un’ora e arriva fin dopo Notre Dame passando sotto i ponti più famosi della capitale francese e intorno alle isole sul fiume (Ile de la Cité e Ile S.Louis), ma definirlo impedibile non direi! Ci sono anche altre compagnie che fanno più o meno lo stesso percorso partendo un po’ più distanti dalla Tour Eiffel, e forse sono anche più economiche!
Pont Alexandre III

Arch de Triomphe
Quando scendiamo ci dirigiamo a piedi prima al Trocadero, ottimo punto panoramico per ammirare la torre da un’altra angolazione, e poi all’Arc de Triomphe. L’Arco, oltre ad essere un altro dei principali simboli di Parigi, è un vero crocevia di arterie stradali…impossibile e pericoloso attraversare senza usare il sottopassaggio! Una volta arrivati sotto l’Arco (è possibile anche salirci sopra per 10 €) verso nord si intravede il quartiere moderno di La Defense, con grattacieli luccicanti e il Grande Arche, dalla parte opposta invece si aprono gli Champs Elysees in tutto il loro splendore! Li percorriamo a piedi ammirando le vetrine delle grandi firme (memorabile quella di Fendi con dei dinosauri dorati giganti!) ed entrando in qualche negozio più abbordabile (Sephorà, H&M). Per pranzo abbiamo pensato di andare a Montmartre e prendiamo nuovamente il bus n. 80 che fa capolinea proprio da quelle parti…non avevamo però messo in conto la variabilità del meteo francese! Nel giro di mezz’ora il cielo diventa nerissimo e si scatena un diluvio! Facciamo appena in tempo ad entrare in un bistrot anonimo per evitare di mezzarci del tutto; qui ordiniamo un menù del giorno e una salade de chevre chaud per la non modica cifra di 22 €!
Operà
Visto che non accenna a smettere di piovere programmiamo un pomeriggio tra gallerie commerciali e musei, ma appena arrivati in metro davanti alla Gallery La Fayette spunta il sole, quindi nuovo cambio in corsa! Siamo vicini al teatro dell’Operà (Palais Garnier), che andiamo subito a vedere, ammirando la sua facciata di colonne e statue dorate. Proseguiamo poi per Place Vendome: la Lonely ci fa notare che l’obelisco alto più di 40 metri al centro della piazza è stato costruito con il bronzo ricavato dai cannoni che Napoleone sottrasse ai sui nemici a inizi 1800. Lo stesso Napoleone sovrasta l’obelisco nelle vesti di un imperatore romano…quando si dice manie di grandezza!
Notre Dame de Paris
Sempre a piedi raggiungiamo la Cattedrale de Notre Dame de Paris, situata sull’Ile de la Cité, davvero imponente! Entriamo dentro con una breve fila, il che ci permette di ammirare la grandiosità anche interna della cattedrale e i famosi rosoni (l’ingresso è gratuito, mentre per salire sulla Torre ci vogliono 9 €).
Prossima tappa: giardini di Luxemburgo! Un bello spazio verde tenuto alla perfezione nel cuore di Parigi, con laghetto centrale su cui si affaccia il Palais de Luxemburg costruito da Enrico IV per la moglie Maria De’ Medici nello stile di Palazzo Pitti a Firenze, che oggi è sede del senato francese.
Jardin de Luxemburg

Caratteristiche le sedie color verde salvia sparse per tutto il giardino, che si possono spostare a piacimento (ma sono pesanti!) e sono ottime per una siesta all’ombra (soprattutto quelle basse tipo sdraio!).
La sera per cena decidiamo di andare a Montmartre senza passare nemmeno dall’hotel, e stavolta è la volta buona! Per salire al Sacre Coeur prendiamo la funicolare, da bravi faticoni, anche perché siamo in giro già da molte ore e siamo stanchini! La basilica è veramente suggestiva, la vista sulla città da quassù è imperdibile e passeggiare per le stradine del quartiere, per quanto turistiche, ci fa sentire nel cuore pulsante di Parigi!

Sacre Coeur
Ci fermiamo nella deliziosa Place du Tertre, dove però i ritrattisti che mi ricordavo occupavano il centro della piazza hanno lasciato il posto ai dehors dei ristoranti…superata la piccola delusione prendiamo un tavolo in uno di questi per una cena con menù turistico: buona la soup d’onions! Al ritorno giratina per Pigalle per immortalare il famosissimo Moulin Rouge e poi a nanna!
Moulin Rouge

La mattina, dopo colazione di buon ora nella solita buolangerie accanto all’hotel (pan au chocolat e caffe au lait 2,70 €), ci presentiamo puntuali alla Tour Eiffel e vista l’ora (9.15) la coda è più umana: un’ora e siamo agli ascensori che ci portano prima al secondo piano e poi in cima! Che vista mozzafiato sul tutta Parigi dalla piattaforma a 276 metri d’altezza!
Tour Eiffel dal 2° piano
Tra salire, fare un milione di foto e scendere si è fatta l’ora di pranzo e ci facciamo tentare da una delle patisserie più antiche e famose di Parigi: Ladurèe, sugli Champs Elysees! Qui non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i colorati macarones (tanto belli quanto cari!) e i più classici croassaint farciti con noci o cioccolato e pistacchio…tutto squisito! Percorriamo di nuovo a piedi i viali alberati nella speranza di smaltire almeno in parte le 2000 kalorie a testa appena ingurgitate, fino ad arrivare a Place de la Concorde.
Place de la Concorde
La piazza, dove adesso sorge un obelisco egizio donato alla Francia proveniente dal tempio di Luxor, fu teatro di esecuzioni capitali ai tempi della rivoluzione francese e lo stesso Re Luigi XVI e Maria Antonietta vi furono ghigliottinati. Proseguendo per l’ombreggiato Jardin de Tuilieres, dove ci concediamo una pausa rigenerante dal caldo, arriviamo davanti al Louvre e fotografiamo la piramide di vetro che crea un suggestivo contrasto con lo stile classico ed imponente della struttura del museo (giorno chiusura martedì).
Louvre
Non entriamo al Louvre, avendolo già visto (almeno in parte) in viaggi precedenti, anche perché per visitare un museo così vasto occorre almeno una giornata intera e non abbiamo purtroppo tutto questo tempo! Ci dirigiamo invece al Musée d’Orsay, tempio dell’impressionismo francese (Monet, Manet, Cezanne) e non (Van Gogh), ricavato all’interno della ex stazione ferroviaria Gare d’Orsay e molto interessante sia come ambiente che come collezione. Non a caso arriviamo alle 16.30, per usufruire della riduzione sul biglietto a 6,50 € (la galleria chiude alle 18)! 
Gare de Orsay

Dopo una sosta in hotel usciamo per cena direzione Quartiere Latino, che deve il suo nome al fatto che studenti e professori che qui vivevano fin dai tempi della rivoluzione francese (il quartiere è sede delle principali istituzioni universitarie, tra cui la celebre Sorbonne) erano soliti parlare la lingua latina. Passiamo davanti al Panthéon e poi ci dirigiamo nell’animata Rue du Pot de Fer, dove tra i numerosi localini scegliamo quello consigliata dalla Lonely, le Pot de Terre, e ne usciamo soddisfatti per il menù buono e abbondante (12 €  testa + sangria)!
Paris by night

Ma non possiamo lasciare Parigi senza vedere la Tour Eiffel illuminata di sera…quindi torniamo al Trocadero per goderci lo spettacolo in prima fila di questa meraviglia vestita a festa, con tanto di luna piena sullo sfondo! Le foto notturne purtroppo non le rendono giustizia, ma è davvero romantico!
L’ultima giornata parigina è dedicata alla reggia di Versailles, segno indelebile dell’opulenza dei regnanti francesi. Per raggiungere il palazzo è possibile prendere il treno da Parigi o, come noi, andare in macchina proseguendo sulla peripherique in direzione sud-ovest (Versailles dista ca 25 km da Parigi).
Cancello di Versailles
La coda per entrare è sempre lunga ma fattibile; a poco serve fare i biglietti su internet perché la coda per la biglietteria (parco e reggia 15 €, con la proprietà di Maria Antonietta 18 €; chiuso lunedì) è minima rispetto a quella che si fa comunque per accedere alla reggia. Una volta entrati nel cortile d’onore è impossibile non restare abbagliati dalla cancellata dorata che ci si trova davanti. E questo è solo l’inizio, perché le numerose sale dello Chateaux (700 in tutto, non tutte visitabili per fortuna!) completato nel 1682 per volere di Re Sole sono una più sfarzosa dell’altra!
Sala degli Specchi
Su tutte la galleria degli specchi, adibita a sala per balli e ricevimenti, con 17 specchiere gigantesche e altrettante finestre affacciate sul giardino e lampadari scintillanti appesi al muro.

Giardino di Versailles
Il giardino è degno della reggia, con spazi immensi impossibili da percorrere a piedi (sono noleggiate addirittura macchine elettriche!), ma vale la pena arrivare alla fontana di Nettuno e al bacino di Apollo, soprattutto se sono accese; nel vicino gran canal si può andare anche con la barchetta fino alla proprietà di Maria Antonietta. 
La visita di Parigi finisce qui…ma il viaggio in Francia continua!! Vai al post...

                                                  TOUR DE FRANCE!







mercoledì 17 luglio 2013

Madrid...Ole'!


Puerta del Sol

Due ore nette di volo ryan (175 € in 2 in pieno Luglio) e arriviamo a Madrid…un’aeroporto moderno e tanto grande dove c’è da perdersi! Per fortuna non lo facciamo e dopo qualche giro a vuoto troviamo l’entrata della metro al T2, dove iniziamo a fare i conti con la crisi spagnola: per partenze dall’aeroporto da giugno 2012 supplemento su prezzo biglietto 5 € (pensare che la ns. guida di un anno fa indicava ingenuamente 1€)! Resta comunque il modo più economico e veloce di raggiungere il centro città, dove abbiamo prenotato un alberghetto proprio accanto a Plaza del Sol (esmeralda,2**,carino e prezzi ragionevoli, 48€ la doppia). Il caldo di Madrid ci soffoca fin da subito…ce lo aspettavamo, ma così è troppo!! Prendiamo possesso della camera e ci rifugiamo al museo del jamon che si trova proprio sotto l’Esmeralda: panino al prosciutto minimalista ma buono a 1 €!! Decidiamo poi di fare un riposino pomeridiano in camera sperando che il caldo si plachi almeno un po’…speranza vana! Verso le 5 usciamo comunque: destinazione Prado! La guida ci suggerisce che da martedì a sabato il museo è gratuito dalle 18 a chiusura, occasione ghiotta per chi come noi è attento al budget ma non vuole rinunciare alle bellezze della città e a un po’ di cultura fai da te! Arriviamo giusto in tempo, la coda è lunga ma scorre veloce. Il museo è molto interessante, anche se non si è esperti in materia: collezione permanente con importanti artisti spagnoli (Goya, El Bosco, El Greco,..) e non (anche tanti italiani: Tintoretto, Caravaggio,..).
Plaza de Toros
Usciamo verso le 8, il sole è ancora alto e di andare a cena non se ne parla! Facciamo un giro per le vie del centro per individuare tra gli infiniti localini qualcosa per cenare, magari di non troppo turistico…ci fermiamo vicino a Plaza S.Anna (molto carina): io assaggio le mie prime croquettas de jamon (prime di una lunga serie!) e lui non resiste al richiamo della paella de marisco, il tutto accompagnato da 2 canas (birre alla spina)! Prima cena soddisfacente, anche se non esaltante. Arriviamo a Plaza del Sol che anche dopo cena è piena di gente e movimento...le strade pedonali che vanno verso il quartiere di Chueca sono strapiene (anche di prostitute a dire il vero!)! A nanna prima di mezzanotte dopo un’altra canas a 1€!
Sveglia alle 8 per girare la città senza il caldo soffocante di ieri...ma la giornata non inizia al meglio: nella fretta di trovare un posto per colazione finiamo in un locale della catena “the e caffè”…2 paste e 2 cafè con leche 10 €!! Quando mi riprendo dallo shock decidiamo di dedicare la mattina al Palacio Reale e al Convento Descalzas, che sono gratuiti il mercoledì per i cittadini UE…peccato che il primo lo sia solo dalle 5 p.m. e il secondo faccia esclusivamente visite guidate (non abbiamo capito se comunque a pagamento) con un numero irrisorio di persone…quindi niente di fatto!! 
Plaza Mayor
Non ci perdiamo certo d’animo e proseguiamo per la maestosa Plaza Mayor: sarà che è la prima che vediamo (ne seguiranno molte altre...in Spagna ogni paesino, anche piccolo, ha la sua Plaza Mayor!?), ma ci piace davvero tanto e facciamo foto da ogni angolatura (sigh..!)!
Poi ci dirigiamo a Plaza De Espana, il Debod (tempio egizio donato alla città per gli aiuti spagnoli al salvataggio di Abu Simbel...commento “e a noi italiani nulla?”!), la Gran Via piena di negozi e teatri dove rimaniamo colpiti dalla cupola nera dorata del Metropolis proprio all’angolo con calle di Alcalà. 
Cupola del Metropolis
Rientriamo verso le 1 in zona hotel per pranzo al solito museo: pic-nic (1panino+bibita+frutto) a 2€!
Dopo la consueta pausa in camera eccoci pronti per visitare il palazzo reale; qui la coda c’è e si vede: oltre 45 minuti per entrare, in parte sotto il sole! Nel frattempo fotografiamo il palazzo reale da fuori, il giardino e la cattedrale di fronte. Il Palacio è molto ben tenuto, bello il piazzale di fronte e con infinite sale di stili diversi (barocco, rinascimentale, ispirate all’oriente); in teoria le foto sono vietate...un paio però le abbiamo rubate! Visitiamo anche la farmacia e poi io desisto stremata dall’afa, saltando l’armeria. Ci trasciniamo di nuovo vs. Plaza del Sol passando per calle Arenal, dove negozietti e acquirenti di oro non mancano (ecco da cosa si vede la crisi..). Nel tragitto ci fermiamo al mercato di S. Miguel, proprio accanto a Plaza Mayor...una vera boutique di frutta, tapas e frutti di mare! Merita una visita, qualche foto (noi ci lasciamo prendere la mano!)…e magari uno o più assaggi!
Palacio Real
La sera cerchiamo inutilmente un locale che la guida consiglia, aperto da uno dei maggiori chef spagnoli specializzato in hamburger (fast good)…ma all’indirizzo segnalato non c’è un bel niente! Vaghiamo per le vie vicine chiedendo informazioni a chiunque...alla fine 2 ragazzi ci consigliano un altro posto sulla Gran Via (Mercado della Reina)…lo troviamo nonostante le indicazioni forniteci in spagnolo e rimaniamo molto soddisfatti: tapas di ogni tipo da scegliere tra quelle in bella vista o sul menù, con canas d’ordinanza (27€ in 2)! Dopo cena giro per gli infiniti locali di Chueca con bevute annesse (i bar sono uno accanto all’altro, con offerte al ribasso di canas..l’ultima la prendiamo a 0,60€!); ci ritorneremo domani per vedere i negozi aperti.
Iniziamo con una bella colazione a base di churros e cioccolata calda in un posto vicino all’hotel che si autodefinisce “maestro churraio”! In effetti sono buoni e croccanti…alla faccia della dieta!
La Cattedrale
Oggi il programma prevede un giro per Chueca, il quartiere più giovane e modaiolo di Madrid intravisto la notte prima, peccato che le vie dello shopping sono semi deserte prima delle 12 del mattino! Quindi ripieghiamo sul museo navale, che sarebbe gratuito ma chiedono un contributo volontario obbligatorio di 3€! Niente di che...ma ogni tanto bisogna cedere anche alle richieste del compagno di viaggio, che si è scoperto appassionato di navi!? All’uscita ci dirigiamo verso il Parco del Buen Retiro, il vero polmone verde della città, immenso e pieno di prati e aiuole tenuti alla perfezione...e una pennichella sotto l’albero non ce la toglie nessuno! 
Stazione Atocha
Il pomeriggio lo dedichiamo alla stazione di Atocha e all’arte moderna. La prima è una stazione di treni/metro davvero particolare (oltre che diventata tristemente famosa per il recente attentato): all’interno è stato creato un vero e proprio giardino tropicale, con alberi di decine di metri e un laghetto con centinaia di tartarughe! Alle 19 ci aspetta l’ingresso gratuito al museo Reina Sofia! Non c’è nemmeno coda e la visita è assolutamente da fare, con grandi nomi della pittura come Picasso (su tutti il forte impatto visivo di “Guernica”), Dalì e tanti altri spagnoli e internazionali. 
Mercato di S. Miguel
La sera decidiamo di dare ancora fiducia alla routard nonostante la dritta sbagliata di ieri, e mangiamo tapas alla cervezeria La Abuela, non male ma neanche il massimo! Da consigliare in alternativa una cena/spuntino al mercato di S. Miguel (con ostriche o tutto quello che volete!).
Plaza Mayor di sera
Trascorriamo l’ultima sera a Madrid in Plaza Mayor, per fissare bene il ricordo del simbolo di questa città che forse entrambi ci aspettavamo ancora più “capitale”, ma che ha lo stesso molto da offrire…magari quando la temperatura è più umana! Anche di notte la piazza è piena di artisti di strada che animano ogni angolo: finte teste di mostri, un “bimbo” che piange in passeggino, immancabili vestiti da corrida e tango…e anche un uomo ragno in calzamaglia decisamente fuori forma! W la Spagna!!!

Per il resto del viaggio in spagna vai al post Spagna del Nord

lunedì 1 luglio 2013

Primavera a Berlino

La sensazione che mi è rimasta addosso tornando da Berlino è di una città sospesa tra un passato pesantissimo, impossibile da dimenticare, e un presente totalmente rivolto al futuro, fatto di costruzioni continue, progresso, grattacieli e gru ad ogni angolo. Una parola tedesca che ben descrive la capitale d'Europa è "Baustelle" (cantiere), perché Berlino è veramente un cantiere a cielo aperto! Non solo di idee, cultura ed economia ma anche proprio in senso letterale, come dimostrano gli imponenti lavori che ho visto nella strada principale Unter Den Linden, dove la quantità di operai e mezzi a lavoro faceva invidia ad ogni cantiere italiano! Per questa città avevo grandi aspettative, e in parte sono state rispettate, ma è come se mi aspettassi di dover vedere di più in un posto che ha rivestito e continua ad avere ancora oggi, nel bene e nel male, un posto da protagonista nella storia recente del nostro continente e non solo: ecco, direi che mi ha lasciato un po' un senso di incompiuto (e credo che farò passare qualche anno prima di tornarci). Detto questo, resto dell'idea che sia una città che va vista almeno una volta, proprio per tutti questi motivi.
Il nostro viaggio inizia in una domenica di metà aprile insolitamente assolata con volo Vueling Firenze-Berlino Tegel, molto comodo e ad un prezzo ragionevole trattandosi di Berlino (200 € in 2). Il volo é puntuale e all'uscita dell'aeroporto troviamo subito uno dei bus di linea (meglio l'X9 diretto, se no il 109) che va bene per arrivare alla stazione Zoologischer, vicino alla quale abbiamo prenotato l'hotel. Anche qui nel cuore della Germania la primavera sembra essere decisamente arrivata, con sole e temperature che ci fanno chiedere che abbiamo portato a fare il piumino!? Prendiamo possesso della nostra camera all'Upper Room Hotel Kurfustendamm, proprio dietro l'omonima via dello shopping in zona abbastanza centrale, prenotata su internet con circa 2 settimane di anticipo a 140€ in 2 per 3 notti colazione (pure buona!) compresa!
Per iniziare ad esplorare la città decidiamo di incamminarci sulla strada commerciale in direzione del centro...peccato che sia domenica, quindi i negozi siano tutti chiusi, e le distanze non siano proprio quelle che sembravano sulla cartina!! Camminando per stradoni anonimi, alcuni dei quali frequentati da "allegre signorine" tedesce e non (nonostante siano appena le 5 p.m!), arriviamo in Postdamer Platz, vero cuore pulsante della Berlino moderna. È quasi impossibile immaginare che questo immenso spazio fosse del tutto deserto ai tempi del muro; oggi comunque più che di una piazza si tratta di un incrocio di grandi arterie cittadine con un gran traffico ovunque! Tutti gli edifici sono stati costruiti dopo la caduta e questo giustifica lo stile futuristico di una piazza che doveva essere il simbolo della rinascita di una nuova Berlino, unita e moderna.
Sony Center
Da vedere sicuramente il Sony Center, costruito in acciaio e vetro con una cupola particolare che ricorda i raggi di una bicicletta e di notte è illuminata con colori che la rendono ancora più suggestiva (per noi la piazza coperta è il luogo ideale per un riposino post passeggiata!). Da notare anche il grattacielo di Daimler progettato da Renzo Piano e, poco più avanti, una linea di pietre incastonata per terra che corre per tutta la città ad indicare il passaggio esatto del muro. Qui c'è anche una piccola sezione rimasta del muro, anche se i due blocchi di cemento ricoperti di murales rendono difficile immaginare ciò che realmente è stato fino a poco più di 20 anni fà.
Muro a Postdamer
Proseguiamo, sempre a piedi, per raggiungere un altro simbolo delle due gemanie: il Checkpoint Charlie, posto di blocco tra i più famosi che impediva il passaggio tra Berlino est ed ovest tra il 1961 e il 1989, teatro di improbabili e sanguinosi tentativi di fuga. La delusione è grande quando vedo che ormai è rimasta solo una ricostruzione del checkpoint con comparse di soldati russi e americani che si fanno fotografare dai turisti dietro lauto compenso. Per fortuna c'è uno spazio espositivo all'aperto con foto e documenti originali che ricostruiscono gli eventi dalla nascita del muro fino alla sua sempre troppo tardiva caduta.
Checkpoint Charlie

L'ora della cena si avvicina e per cibarci in modo decente lontani da luoghi troppo turistici ci dirigiamo a Kreuzberg, quartiere descritto come vivo e modaiolo. La prima impressione per noi non è proprio questa, ma troviamo un posticino niente male consigliato dalla Lonely specializzato in pollo alla griglia affacciato su una bella piazza (Henne, Leuschnerdamm 25, prezzi onesti, mezzo pollo 8€, a cui aggiungere birra e insalata di patate per totali 28€ in 2 e la pancia piena!). Decidiamo di tornare in hotel subito dopo cena anche perché siamo stanchini e vogliamo goderci a pieno la giornata di domani...che infatti inizia di buon'ora perché scopriamo che dalla vetrata in camera nostra la luce entra molto presto la mattina (unico neo dell'hotel!).
Postdamer Platz by night
La seconda giornata piena si apre puntando diretti su Alexander Platz, con l’antenna della televisione che rappresenta Berlino nell’immaginario collettivo e che in effetti sovrasta l’immensa piazza. La Lonely demolisce questo spazio da ogni punto di vista, con un accanimento che ci è parso un po’ eccessivo: se infatti è vero che oggi in effetti è piuttosto lasciato andare e non particolarmente affascinante (e con i soliti lavori in corso!), c’è da dire che una visita a Berlino non può prescindere da un passaggio proprio da qui. Gradevoli la fontana e la torre dell’orologio, migliorabili gli spazi verdi.
Alexander Platz
Da Alexander ci incamminiamo verso la famosissima Porta di Brandeburgo percorrendo una delle vie principali della città: Unter Den Linden. Qui la maestosità Tedesca è elevata all’ennesima potenza, con un viale ricco di storia e di negozi che non ha niente da invidiare agli Champs Elysées parigini (a cui si ispira) se non fosse per un’area centrale che è totalmente smantellata da un immenso cantiere! Questo non ci impedisce comunque di ammirare gli edifici storici che si trovano lungo la via, come la Cattedrale di Berlino, l’Università, la Museumsinsel (un isolato dove si trovano tutti i principali musei racchiusi tra 2 piccoli tratti di fiume che formano quasi un’isola), la Bebel Platz (famosa per il rogo dei libri durante il regime nazista), e infine la deliziosa Pariser Platz, piena di turisti e artisti di strada che improvvisano balli hip hop, che fa da cornice alla maestosa Brandenbureg Tor. 
Memoriale Olocausto

Porta di Brandenburego
La porta, durante la divisione di Berlino era rimasta sacrificata alle spalle del muro dalla parte est, e al momento della caduta è stata il palcoscenico dei folli festeggiamenti di libertà dei berlinesi.
 Arriviamo a vedere il Memoriale all’Olocausto, poco più avanti in direzione delle ambasciate americana e inglese, che ricorda la tragedia ebraica e mondiale con una distesa di blocchi di cemento scuro di diverse dimensioni allineati. C’è anche un museo visitabile gratuitamente, ma il lunedì purtroppo è chiuso.
Nuova Sinagoga
Per pranzo ci spostiamo a nord di Mitte (lontano dalla carissima zona delle ambasciate!) nel quartiere ebraico, dove ci abbaglia la Nuova Sinagoga dorata in Oranienburger Strabe. Ci facciamo consigliare dalla Lonely per un localino francese che alla fine non ci convince più di tanto, ma la fame avanza e il tempo stringe, perché alle 3 abbiamo fissato una visita al parlamento tedesco, il Reichstag. L’ingresso è gratuito ma è necessario registrarsi sul sito indicando i nominativi dei partecipanti e scegliendo 3 possibili date e orari per la visita; a me hanno risposto nel giro di mezz’ora ma è meglio registrarsi con qualche giorno di anticipo e portare sempre con sè la ricevuta di conferma stampata. In questo sono veramente diversi da noi italiani: organizzatissimi, puntuali, super ligi alle regole! Entriamo addirittura in anticipo e saliamo sulla famosa cupola di vetro, vera attrazione del parlamento, molto suggestiva con il suo gioco di specchi centrale e con una bella vista a 360 gradi dalla terrazza; è compresa anche l’autoguida in italiano (un po’ pesante però!).
Reichstag
All’uscita ci stendiamo qualche minuto al sole nel parco antistante il Reichstag e poi prendiamo un bus (mi pare il 100) che ci riporta in zona Zoologischer facendoci fare un bel giro anche nel parco di Tiergarten. Ancora non del tutto esausti arriviamo in metro al castello di Charlottenburg, circondato da un bellissimo parco che però non abbiamo tempo di visitare.
La sera abbiamo già le idee chiare su dove cenare: ci hanno consigliato una mega schnitzel (braciola fritta austriaca) da Luis, in zona sud est (fermata Karl Marx linea azzurra, poi chiedete perché non è facilissimo da trovare). Questa è veramente la milanese più grande che abbia mai visto, tipo 30X40cm…ovviamente ne prendiamo una in 2 ma avanza lo stesso!
La Cattedrale
Il giorno seguente, considerato che abbiamo già visto molto di Berlino, decidiamo di unirci ad un tour in italiano organizzato da Insider Tour in un campo di concentramento a 35km dal centro: Sachsenhausen. Ritrovo alle 10 alla stazione Zoologischer con pagamento diretto di 15 € a testa alla guida senza bisogno di prenotare (la nostra era Pietro), poi metropolitana di superficie (serve il biglietto zone ABC) che porta in ca. 1 ora al paese di destinazione. Dalla stazione ci sono 15 minuti di strada a piedi per arrivare a quello che scopriamo essere stato il “campo tipo” costruito vicino Berlino negli anni ’30. Progettato come campo di lavoro con la tipica forma triangolare (che permetteva di avere una visuale dell’intero lagher dalla torretta di controllo centrale), per accogliere oppositori politici, ebrei, gay ma anche delinquenti comuni, nel corso della guerra è stato utilizzato anche come campo di sterminio. Entrando Pietro ci spiega il significato della scritta sul cancello “ARBEIT MACHT FREI” ovvero “il lavoro rende liberi”, come a voler lasciare una speranza alle persone rinchiuse (anche questo faceva parte della perversa strategia nazista di voler preservare un’apparente “normalità” all’interno del campo).
Ingresso a Sachsenhausen
Il campo è stato totalmente raso a suolo dopo la guerra, dopo essere stato utilizzato dai russi per i prigionieri tedeschi, e ad oggi sono visibili solo le fondamenta delle baracche e delle strutture centrali, ma il senso di profonda angoscia che il posto trasmette è ancora forte. La stazione Z (nome fatalmente azzeccato), appena fuori dalle mura di recinzione, era adibita al vero e proprio sterminio, con numerosi forni crematori dove venivano condotti i prigionieri di cui ci si voleva liberare. La cosa forse più agghiacciante è che questa attività veniva svolta dagli stessi prigionieri (isolati dagli altri e tenuti lontani dal campo per non diffondere il panico), che dopo qualche tempo venivano sostituiti da altri e uccisi a loro volta nella stazione Z. Questa esperienza ci lascia pensierosi e infatti c’è uno strano silenzio sulla strada del ritorno a Berlino.
Rientriamo in centro verso le 16 e per concludere il pomeriggio ci dirigiamo alla East Side Gallery, la parte di muro più lunga rimasta in piedi (ca. 1,5 km). Questa è una vera e propria galleria all'aperto dove artisti di strada hanno dipinto il muro con murales colorati, satirici o con messaggi di speranza. Ci colpisce un disegno di un italiano che bene rappresenta la voglia di libertà di una nazione finalmente riunita.
East Side Gallery
La sera torniamo in zona Postdamer, vero crocevia della città, per cenare in un posticino molto intimo specializzato in ravioli al vapore. Per l’ultima notte a Berlino ci spostiamo a Kreuzberg dove percorriamo la Oranien Strasse costellata di localini vari, alcuni anche un po’ ambigui!
Ci rimane circa mezza giornata per visitare l’isola dei musei e la Topografia del Terrore, un museo che ripercorre la storia del regime dalle origini alla caduta. Tra i tanti musei scegliamo il Pergamon
Altare di Pergamo

Museum, che racchiude tesori dell'arte greca  e romana: su tutti l'altare di Pergamo che dà il nome al museo stesso con fregi originali della cittadina che sorgeva nell'attuale Turchia. Da ammirare anche la porta del mercato  di Mileto e la porta di Ishtar a Babilonia, tutta fatta di mosaici azzurri con disegni di animali color ocra fatta costruire da Nabucodonosor.
Il tempo è tiranno e dobbiamo avviarci all'areoporto, ma non prima di aver assaggiato un currywurst (biologico!) da Witty's in Wittembergplatz, vicino ai magazzini KeDeWe. Il currywurst non è altro che un wustel bollito o alla griglia tagliato a fettine molto speziato con aggiunta di patatine fritte, non troppo eocnomico ma molto diffuso a Berlino e davvero buono!

Dati di viaggio:
4 giorni/3 notti con spesa 280 € a testa TUTTO compreso (volo, hotel, pasti, musei, tour, trasporti).
Per muoversi a Berlino il modo migliore è senza dubbio un abbonamento giornaliero, che costa 4,60 € per la zona A. La cosa incredibile è che non ci sono controlli o barriere all’entrata e all’uscita della metro…quindi in teoria uno potrebbe anche fare a meno del biglietto! Ma questo vale solo per i turisti (soprattutto italiani!) perché sono sicura che il forte senso civico tedesco fa sì che nessun berlinese salga su un mezzo pubblico senza pagare!
La Insider Tour organizza anche giri a piedi di Berlino con vari temi della durata di ca. 6 ore a 12 €; noi non ci siamo uniti a questi tour ma tutto sommato possono essere un buon modo per prendere padronanza della città e avere anche spiegazioni interessanti e conoscere le cose dal punto di vista di persone che vivono da anni a Berlino.